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“Nella cetra di Ljubka Šorli i fiori si umanizzano, si offrono ad allegorie e incanti. Sono fiori comuni, alpini o della collina: l’erica, il mughetto, l’elleboro, il nontiscordardimé, il fiore di ciliegio, il rosmarino, la margherita. L’orizzonte richiama sempre di più verso le vette della natia Tolmino: la Škrbina, Mengore, il Krn, dove il pensiero corre “muto e pellegrino” passando lungo la riva dell’Isonzo per ascoltare la sua “canzone antica” […] 
Celso Macor

ROSA DI NATALE

A Natale spunta nel gelo
l’elleboro, fratello della neve.
Bello, col suo biancore, nei cuori richiama
il pensiero della primavera.

Lassù nei monti, dove il silenzio,
come bronzo risuona,
il tuo fiore fa apparire il sorriso
negli occhi tristi.

Fiorisci, fiorisci, bianco elleboro,
fiore solitario!
Tu, per chi è stanco del frastuono,
sei il dono più bello.

TELOH

O Božiču v mraz požene
Teloh, snegu brat.
Lep, ves bel v srce prikliče 
misel na pomlad.

V gorskem snegu, kjer tišina
kakor bron zveni,
cvet njegov nasmeh pričara
v žalostne oči.

Cvêti , cvêti, črni teloh,
roža samotar!
Ti utrujenim od hrupa
si najlepša stvar.

traduzione a cura del Corso di Lingua e Cultura Slovena del Circolo Culturale di Sdraussina coordinato da Aleksandra Devetak
da Pod obokom čarobnim, Založnižtvo Tržaškega Tiska – Trieste, 1987
Ljubka Šorli, nasce a Tolmino nel 1910, studia a Gorizia dove si stabilisce e sposa Lojze Bratuž. Durante la seconda guerra mondiale viene internata nel campo di Sdraussina -Zdravščina, dove rimarrà fino al 8 settembre 1943. Durante la sua vita insegna, scrive poesie, collabora con riviste ed eventi culturali. Muore nel 1993. Un suo busto si trova a Nova Gorica su Erjavčeva ulica assieme a quello di altri grandi nomi della cultura di confine.

Percorso Liriche delle poetesse slovene
Illustrazione di Rita Marizza