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..”(…) “Un insieme di poesie – scritte fra gli anni 1914 e 1921, di autori conosciuti e sconosciuti, che desideravano ardentemente venissero pubblicate. Non si aspettavano pubblicazioni in raccolte, le loro poesie apparivano, infatti, singolarmente, in calendari giornalieri, settimanali o anche mensili. Il loro unico desiderio: urlare, sussurrare l’esperienza, il dolore, i desideri, le speranze, il proprio vissuto: in una parola – essere ricordati.” (…)

 

Notte di Natale, nel tuo abbraccio
tace il dolore degli infelici,
notte di Natale, notte incantata,
portatrice di sogni e di speranze!

I bambini si stringono alla madre
e tendono le mani al presepe,
dicono le preghiere,
pregano per il padre
che è partito per la battaglia.

Sul campo della gloria, lontano, lontano
sta di guardia il marito soldato,
i ricordi sgorgano dalla sua anima,
ricordi dei giorni andati…

“Notte di Natale, da sempre
ci porti la santa pace,
ma in questo anno massacri ovunque,
della pace non c’è segno”.

Pensa … sogna … e con le ginocchia
si lascia cadere sulla gelida terra,
una preghiera accorata e sincera
gli nasce dal cuore:

“O Dio eterno, Signore dei potenti,
volgiti a noi con misericordia,
dona a noi presto la pace santa,
cui il mondo anela così intensamente”.

 

Božična noč, v naročju tvojem 
nesrečnikov umolkne jad,
božična noč, noč čarovita 
ti polna sanj in polna nad!

Krog matere tišči se deca 
in vzdiga k jaslicam roke, 
ter moli, prosi za očeta, 
ki šel na bojno je polje.

Na polju slave, daleč, daleč
na straži mož vojak stoji,
spomini vstajajo mu v duši,
spomini na pretekle dni…

,,Božična noč, ti si od nekdaj
nosilka svetega miru,
a letos – klanje vsepovsodi,
o miru ni nikjer sledu…”

Premišlja.. sanja… in s koleni
spusti se na zamrzla tla,
molitev glasna preiskrena
mu prikipi iz dna srca:

“0 večni Bog, gospod vladarjev, 
na nas se milostno ozri,
podeli skaro nam mir sveti,
ki svet si ga tako želi!”

traduzione a cura del Corso di Lingua e Cultura Slovena del Circolo Culturale di Sdraussina coordinato da Aleksandra Devetak
da: Oblaki so rudeči – Ljudske in umetne iz prve svetovne vojne  (Le nubi sono rosse – poesie popolari e d’autore della prima guerra mondiale), Editoriale Stampa Triestina, Trieste 1988. A cura di Janez Povše
Manica Koman (Vižmarje 4 agosto 1880 – Ljubljana 4 febbraio 1961). Conclusa la scuola elementare a St.Vid dovette dedicarsi al lavoro nei campi, ma l’amicizia con alcuni studenti risvegliò in lei l’interesse per la letteratura. Si avvicinò alla poesia popolare e i libri che le venivano prestati contribuirono ad allargare i suoi orizzonti. Le sue prime poesie apparvero nel 1902 in diversi giornali e riviste. Si fece notare per le raccolte di storie popolari, leggende e racconti brevi sulla prima guerra mondiale. Più tardi si dedicò principalmente alle fiabe, indovinelli e poesie per bambini. Nel mese di settembre del 1942 fu deportata sull’isola di Rab dove rimase fino al mese di dicembre dello stesso anno. Dopo la guerra si dedicò ai bambini e fu molto amata come lettrice di favole in un programma radiofonico a loro dedicato. 
Illustrazione di Maksim Gaspari, (1883-1980) pittore e illustratore, insegnante e restauratore presso il Museo etnografico di Ljubljana.